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2 marzo 2018

Export a corto raggio e più import nei prossimi mesi

“La carenza di alcune tre le principali produzioni ortofrutticole stagionali, in primis la mele, sta determinando un calo fisiologico dei volumi esportati e l’impressione è che la mancanza di materia prima potrà determinare nei prossimi mesi, all’esaurirsi delle scorte, un aumento delle importazioni”. Stefano Pezzo (nella foto), presidente di Frutimprese Veneto, commenta così l’andamento del commercio di settore in questo ultimo scorcio d’inverno.
“Le mele spuntano prezzi adeguati ma sono poche e a differenza degli scorsi anni non riusciamo ad andare sui mercati oltremare: la domanda europea basta per assorbire la produzione disponibile. Idem per i kiwi: i volumi sono ridotti, e più che la concorrenza estera gli operatori italiani soffrono la mancanza di frutti”.
“Gli articoli invernali, insomma, sono destinati a finire presto – aggiunge Pezzo – e questo potrà incrementare il ricorso alle importazioni. Per quanto riguarda le colture più primaverili, le fragole stanno iniziando a rilento soprattutto in alcuni areali produttivi: ciò dovrebbe spingere a commercializzare le produzioni appena disponibili, senza aspettare magari il momento più propizio come avviene nelle stagioni normali. Insomma, è un anno un po’ particolare, direi sfasato. L’impressione, in attesa dei dati, è che tra dicembre, gennaio e febbraio i volumi dell’export non saranno molto elevati. Mentre il consumo di ortofrutta si conferma stazionario, con tendenza al ribasso”.
 

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